Don Marzio e la geopolitica

Mi limito qui, a puro scopo d’intrattenimento, a trascrivere una scenetta tratta da La bottega del caffè di Carlo Goldoni. La commedia, scritta in italiano, ruota attorno al personaggio di Eugenio, un mercante di modesta fortuna col vizio del gioco d’azzardo, che viene costantemente infinocchiato da un intrigante e permaloso gentiluomo napoletano, Don Marzio, e da un sedicente aristocratico torinese, il Conte Leandro. Ricordo en passant che quando Goldoni componeva la commedia (1749-1750) si era appena conclusa la Guerra di Successione Austriaca, una guerra durata otto anni e causata, in estrema sintesi, dalle mire espansionistiche di Federico di Prussia, che infatti riuscì a fregare la Slesia all’Austria.

Don Marzio: Cosa v’è di nuovo delle cose del mondo?
Il Conte Leandro: Io di nuove non me ne diletto.
Don Marzio: Avete saputo che le truppe moscovite sono andate ai quartieri d’inverno?
Il Conte: Hanno fatto bene. La stagione lo richiedeva.
Don Marzio: Signornò, hanno fatto male! Non dovevano abbandonare i posti che avevano occupato.
Il Conte (con una punta di sarcasmo): …è vero, dovevano soffrire il freddo per non perdere l’acquisito.
Don Marzio: Signornò, non avevano ad arrischiarsi a tal dì col pericolo di morire nel ghiaccio.
Il Conte: Dovevano quindi tirare avanti…
Don Marzio (ridacchiando): Signornò. Oh che bravo intendente di guerra! Marciare nella stagione d’inverno!
Il Conte (spazientito): Dunque, che cosa avevano da fare?
Don Marzio: Oh… lasciate che io guardi una carta geografica e poi vi dirò per l’appunto dove dovevano andare.
Il Conte (a parte): Che bel pazzo!

Lascia un commento